La ricomposizione di più settori in nuovi ambiti competitivi, aperti a operatori provenienti da fuori, è a mio avviso uno degli argomenti più interessanti della ricerca economico-finanziaria. Sul punto ha scritto Pietro Mazzola
Si tratta di processi di aggregazione o integrazione di più settori preesistenti in un nuovo ambito competitivo derivanti da innovazioni tecnologiche, dall’estensione dell’applicazione di tecnologie esistenti o da mutamenti nel quadro normativo (Il Piano Industriale, ed. Egea 2002)
Le interrelazioni tra ingegneria chimica ed ingegneria ambientale sono evidenti analizzando in particolare due ambiti competitivi: la gassificazione e l’ossidazione. In entrambi i casi si assiste ad un’estensione di applicazioni tecnologiche dall’ambito chimico-petrolchimico a quello del trattamento dei rifiuti.
Con una differenza però fondamentale: la gassificazione tratta materiali (vergini o rifiuti) solidi o semisolidi; l’ossidazione tratta liquidi o gas.
La prima è patrimonio tecnologico mondiale di grandi gruppi come ChevronTexaco, Shell, General Electric, Siemens, ecc. (in Italia il principale operatore è Snamprogetti).
La seconda è un’area in cui si sono sviluppate interessanti e originali proposte da parte di aziende italiane. La 3V Green Eagle di Grassobbio (BG) opera una piattaforma per il trattamento di fanghi, liquami e acque industriali con una tecnologia innovativa, l’ossidazione ad umido, fornendo il servizio anche all’esterno (cd trattamento conto terzi).
Il valore di mercato di una tale innovazione è sottolineato da tre elementi:
- lo schema produttivo 3V è stato indicato tra le migliori tecnologie chimico-organiche disponibili (BAT) proposte a livello europeo dal centro IPTS-JRC dell’Unione Europea
- il concorrente di riferimento in Italia è la Siemens Water-USZimpro, che per esempio ha un’installazione di questo tipo presso l’Arkema di Rho. Inoltre ha acquistato nel 2006 la Sernagiotto Technologies, molto attiva nel campo dei trattamenti termici di fanghi.
- la piattaforma di Grassobbio è la prima unità di ossidazione ad umido delle acque industriali ad essere autorizzata al trattamento in conto terzi, laddove gli altri reattori sono tutti asserviti ad un unico impianto
Si tratta di fattori critici di successo che meriterebbero un’attenta analisi del mercato di riferimento, quello dei rifiuti liquidi industriali. Putroppo in Italia, dalla pubblicazione da parte di Fise-Assoambiente dell’indagine del 2000, manca uno studio/censimento sugli impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti liquidi e fangosi – un settore che pure è molto dinamico, come testimoniano le operazioni Siemens-Sernagiotto, Hera-Centro Ecologico Ravenna, AEM-Ecodeco.
1 Comment
December 12, 2008 at 10:41 pm
[...] mio avviso (l’ho ipotizzato in un post precedente), si va verso un mercato di riferimento, dei trattamenti chimico-fisico, biologici, su [...]